{jcomments on}Una scrivania in stilenovecento, in parte primo novecento, in parte novecento avanzato, sufficientemente robusta, non pesante, si solleva senza troppa difficoltà, anche slanciata e spero non banaleSrivania illuminata

Ci cimenteremo con la geometria questa volta, non solo per la pura parte costruttiva, ma anche per la "resa estetica" e quel po' di arditezza che serve a non incorrere appunto nel banale

Fare qualcosa di squadrato con tre pannelli e un asse di retrotrattenuta non è facilissimo, ma neanche tanto difficile, certo è noioso, non entusiasma, non crea e non dà emozioni

Ricorreremo allora alla geometria dei triangoli, dei trapezzi e delle code di rondine

, giocando su una spinatura non convenzionale, così da creare di volta in volta le spine o anime necessarie a sostenere gli spessori e a scaricare in modo adeguato il peso di un piano di lavoro di cm. 121,60 x 65 x 3,10 peso all'incirca di 14.200 gr., cioè poco più di 14 kg.; il legno utilizzato questa volte è il Toulipier, legno di buona durezza, simile, ma molto alla lontana, al noce Tavole di Toulipieramazzonia, per via della leggera tonalità vagamente verde oliva delle sue venature ampie e regolari; il noce amazzonia ha invece venature intense e scure e un odore che ti pizzica il naso quando lo lavori

Ho riprovato il seghetto alternativo per tagliare tavole del piano e dei sostegni: niente da fare, lavora troppo male, la lama è troppo piccola per questo tipo di lavori o magari io non riesco ad usarlo bene; sono quindi tornato alla sega a telaio, montando tre lame diverse: lama a denti grandi per i tagli lungovena, molto faticosi, lama a denti più piccoli per i tagli traverso vena, lama a doppio dente universale, taglia sia in trazione che in spinta, spreca meno ed è anche più precesa; con questa lama ci vuole più tempo, è meno potente e nell'unità di tempo fa meno strada, ma se non c'è fretta e si fa qualche piccola pausa, il risultato è buono

Dunque, tagliare tavole del piano e pezzi dei sostegni è stato un lavoro impegnativo sul piano fisico e anche dell'abilità: la lama deve andare diritta per non sprecare troppo materiale, il telaio deve avere l'inclinazione giusta verso destra se lo impugni con la mano destra, diciamo dai 20 ai 30 gradi, a volte anche più per far passare il pezzo da tagliare tra asse e corda e poi è bene non sprecare troppo legno e troppo tempo nella finitura con pialla, raspa, lima e levigatura; prima di procedere va ben controllata la squadratura delle tavole e la regolarità della loro larghezza, all'incirca ogni 50 cm. lungo la tavola

Quale altezza? Solitamente una scrivania sta sui 75 cm. (nell'800 erano più basse perché l'altezza media degli umani era minore), il piano era determinato in cm. 122 di lunghezza (in progetto 125, ma poi, per sfruttare al meglio le tavole a disposizione, sono sceso a 122, finito a 121,60 per via del pareggio degli incastri a coda di rondine), in 65 cm. di larghezza, che è una buona larghezza per l'uso che si fa oggi di una scrivania, che non è più scrittoio, ma un piano da PC portatile o al più da schermo e tastiera, finito esattamente a 65 cm., 30 mm. di spessore, finito a 31, perché ero partito dai 36 della tavola grezza, meno i 4 di piallatura a spessore (2 mm. per faccia), meno 1 mm. di finitura con carta vetrata

Bene, a questo punto bisognava decidere che tipo di sostegni costruire: un fiancone di legno pieno sarebbe stato banale abbiamo detto. Ho cercato ispirazione nell'oceano immenso di internet e trovato in non so quale sito alcune immagini interessanti; su una di queste mi sono concentrato e da quella ho tratto spunto per disegnare dei sostegni miei, convincenti, robusti, abbastanza leggeri, abbastanza slanciati: l'idea era quella di non schiacciare il piano di lavoro verso il basso, ma di dargli slancio aereo e ciò era possibile con dei fianchi vuoti, che avessero una geometria essenziale e al contempo "mossa" da incroci ben angolati, una geometria che desse un po' di dinamismo e un minimo di audacia nello slancio verso l'alto e che nella proiezione verso il basso fossero sicuri, più sicuri, a mio parere, di quelli che avevo visto nel sito

Disegno e calcoliDisegno quindi, su un foglio a quadretti, calcolo dell'ipotenusa per capire quanto dovesse essere lunga sulla linea mediana; definita la larghezza dei listelli, era bene costruire una sagoma, prima in cartone poi in compensato, per avere un'idea di fatto di come sarebbero potuti venire i sostegni laterali; abbastanza facile, tanto da poter fare una prima prova di bolla a banco sul cateto inferiore, che rappresentava il pavimento: andava bene; fatte le misure a sagoma, ho visto che avrei dovuto accorciare e tenere un po' più dentro l'ipotenusa, cioè il listello obliquo maggiore, per via del migliore sfruttamento del legno: non mi andava certo di tornare a Fratta Polesine per comprarmi una tavola di circa 3 metri per ricavarne un listello lungo un po' meno di 100 cm.: lo spreco o sfrido che dir si voglia è problema basico in questo tipo di lavori e l'abilità inizia proprio da un utilizzo del materiale molto accorto e efficiente e già così si può perdere anche il 25% tra tagli, incastri, intagli, piallature, levigature e perdite per resti sulle testate del tavolame

Fatti i tagli delle tavole che andavano a costituire il piano, 4 per precisione, procedo alla rifilatura dei bordi o sponde, prima con una sgrossatura grossolana tramite pialletto elettromeccanico, che sistematicamente mi fa un bordo a piano un po' inclinato ( la mano umana non è come una guida in ghisa o acciaio, si muove sul polso e si posiziona secondo un asse naturale di presa), rifinisco con la pialla a mano, quindi raspa, lima e carta vetrata: si pialla bene il Toulipier, basta non prenderlo controvena e regolare la pialla a 3 mm. dalla feritoia del piano di scorrimento, già 4 rischiano di fare orribili scale lungo il bordo difficili da riprendereTaglio con sega a telaio lama a denti grandi

Ricontrollata la regolarità delle larghezze tavola per tavola, ho serrato con due morsetti un traverso sulla testata sinistra del banco di lavoro a 90°, verificato che le testate delle tavole sulla sinistra fossero a loro volta a 90°, quindi ho appoggiato le tavole stesse contro il traverso in modo da ottenere il segno preciso di taglio a 122 cm. all'altro estremo; per precauzione mi sono tenuto leggermente lungo in modo Impostazione piano scrivsania per taglio a misurada avere margine per rifinire una volta incollate le tavole

Giunzioni delle tavole: come descrito nell'articolo sulla Cassapanca, ho praticato nel bordo delle tavole delle fessure combacianti e regolate in centro con una dima di compensato sui bordi delle tavole: 3 scavi per tavola, 9 in totale dato che le 4 tavole venivano giunte lungo le 3 linee interne; fessure ottenute con una foratura propedeutica a trapano, poi escavate a mano con lo scalpello, misurate nella profondità una per una con la dima graduata, poi provate con le 9 anime tagliate subito dopo, anime da 10 cm. di lunghezza predefiniti sulla dima e cm. 1,5b di Dima per fessure di giunzioneprofondità per bordo

Preparate fessure e anime, via all'incollaggio, sempre usando il traverso di squadratura a 90° verso il banco di lavoro; diversamente dalla Cassapanca, dove avevo preteso troppo, ho incollato in tre fasi: prima la tavole 1 e 2, poi le tavole 3 e 4, infine i due tronconi insieme: ci vuole pazienza, bisogna attendere che la colla prenda, e passano un paio di giorni, ma viene meglio, l'incollaggio è preciso, pochi problemi di curvatura delle ass alle giunzioni, pochi problemi nel serraggio; durante la fase di incollaggio ho riempito le fessure ora con trucioli piccoli derivati dalla piallatura elettromeccanica, ora con trucioli più spessi e lunghi, ottenuti con la piallatura a mano: con lavorazione manuale non si ottengono le superfici precise che si possono invece ottenere con le piallature a filo su banco di macchina combinata, quindi gli spazi interstiziali tra tavola e tavola vanno trattati con tecniche apposite; nella falegnameria manuale non si butta via niente; personalmente tengo trucioli, pezzetti ottenuti dagli escavi o dalle rettifiche, la segatura dei tagli e la polvere della levigatura: durante la costruzione di un oggetto questi materiali fanno molto comodo e vanno bene sia con la colla che con lo stucco nel caso della polvere di levigaturaRiempimento interstizi tavole piano scrivania

Bene, incollate le tavole del piano della nostra scrivania e compiuti i primi riempimenti, passo alla costruzione dei supporti, di cui avevo già tagliato i listelli; adesso bisognava angolarli, metterli a misura precisa, osservare le possibilità di tenuta statica, fare le eventuali correzioni, praticare le fessure per inserire le anime-spina di giunzione tra listelli e tra sostegni e piano, tagliare le anime-spina secondo criteri di miglior presaAnime spina lunghe 10 cm. per giunzione tavole piano scrivania

Goniometri alla mano e metro, definiamo gli angoli del grande triangolo e del triangolo piccolo esterno; l'assetto mi pare carino, ma non abbastanza affidabile nella statica, quindi decido di collegare il listello- ipotenusa al cateto del listello dritto tramite un traversino quasi a mezza altezza, a 90° contro il listello dritto, che andasse ad agganciare il cateto-ipotenusa quasi all'altezza dell'obliquo minore, non perfettamente coincidente in modo da poter inserire due anime-spina contrapposte senza indebolire il cateto-ipotenusaSostegni con traversina di ritenzione sovrapposti

Compiuta l'operazione sovrappongo i listelli messi a misura e tagliati in testa secondo gli angoli definiti alla sagoma, che avevo precedentemente modificato per il miglior sfruttamento del legno: i listelli si sovrappongono bene, coincidono, quindi ci siamo, ora si tratta di congiungerli; per farlo bisogna capire che genere di anime-spina mettere; già, perché abbiamo angoli inferiori ai 90°, tranne uno, che invece li supera; servono quindi delle anime-spina che aggancino gli obliqui, non li lascino scappare, ossia non consentano l'apertura degli angoli e con essa il cedimento strutturale

Sin agoma cartone di anima-spina a becco inclinatoRimessi quindi i listelli in posizione, con la matita ho disegnato le anime-spina sulle giunzioni per poi riprodurle in cartone, sovrapporre i pezzetti di cartone al disegno fatto sul legno e poi su pezzetti di frassino avanzati dalla lavorazione della Cassapanca; ho infine tagliato le anime-spina dai pezzetti di frassino, legno duro per legno duro va bene, legno duro per legno tenero meglio di no

Fatto questo bisognava cavare le fessure di inserimento, con la metodica appena descritta; operazione non facile perché c'era il pericolo di forare dall'altra parte nell'incavare l'alloggiamento delle anime-spina a becco e allo stesso tempo di rompere il listello dato che il Toulipier è sì abbastabza duro, ma non troppo, la venatura è piuttosto larga e pastosa e quindi il pericolo di eccedere nel foro c'è; ci si può aiutare con dei fermi serrati sulle punte tramite viti a brugola: il sito di Schmid ne ha di molto buoni

Preparate fessure e anime-spina era bene provare una per una queste ultime, correggerle, adattarle e numerarle, in modo che ogni foro avesse esattamente la sua anima-spina individuale;Anime spina a becco inclinato  pronte anche in questo caso le fessure sono state ottenute con l'ausilio della dima in compensato e la corrispondenza è stata ottenuta con la proiezione ortogonale, tenendo poi il foro un po' lasco sia avere miglior gioco all'incollaggio sia per poter far ruotare quanto bastava le anime-spina a becco; ho scelto di non costruire le spine sulle parti terminale dei listelli e di farle invece mobili a mo' di anime proprio per avere gioco nelle giunzioni, gioco che una spina rigida consente in modo limitato

Avevo deciso per una traversina mediale che agganciasse il dritto con il grande obliquo, cateto maggiore e ipotenusa: anche la traversina è stata messa in giunzione con una anima-spina diritta sulla giunzione a 90°, a becco ricurvo stondato sull'angolo acuto formato dalla traversina con il listello obliquo maggiore; la fessura un po' più sotto di quella necessaria a collegare l'obliquo minore con l'obliquo maggiore, in modo da non confliggere e non indebolire l'obliquo maggiore, che è portanteIncrocio traversina e obliquo minore in obliquo maggiore

Ricontrollati tutti gli angoli, principali e intermedi, in particolare l'angolo retto della traversina mediale doveva essere preciso per non scombinare le altre giunzioni

Sono passato quindi all'incollaggio dei listelli dei sostegni, ricontrollati subito gli angoli e messi i due sostegni in sovrapposizione: coincidevano, a parte una sbavatura di larghezza sulla parte interna di un obliquo maggiore, successivamente corretta con raspa e cartavetrata

Spinti per bene e fissati con dell'adesivo carta i listedlli potevano prendere bene e così è stato; che fossero diventati realtà mi sembrò un risultato incoraggiante, pur con molti difetti da correggere; fessure sulle giunzioni più che altro e quel leggero dissalineamento sulla larghezza, non sugli angoli, su questi non si deve sbagliare, altrimenti si deve rifare tutto; per le giunzioni comunque, con pazienza, dello stucco con catalizzatore, trucioli e colla più segatura e/ trucioli colla si può sistemare; purtroppo i tagli a mano non sono precisi come i tagli meccanici, il polso della mano ha movimenti che tendono a ruotare, molto più adatti agli stondi, che non consentono i risultati di un taglio a banco elettromeccanico e tuttavia dà molta soddisfazione constatare che si arriva ad un risultato comunque valido, perché fondamentali sono gli angoli in questo caso: nel triangolo piccolo di sx. α = 40°, β = 90° e γ = 50°; nel triangolo maggiore, equiangolo negli incroci con il piano di lavoro, α = 55°, β = 70° e γ = 55°; infine nel trapezio rettangolo che ha la traversina mediale come base minore, α = 90° nell'intersezione con il pavimento,β =35° all'intersezione con il pavimento,γ = 90° e δ = 145 °

Una volta incollati, ho ritenuto di fare un paio di prove di bolla dei sostegni:

la prima, a sostegni accoppiati, per provare la bolla nel senso della larghezza; dato che stavano malamente in piedi, una voltaPrima prova bolla accoppiati, ho legato con dello spago i sotegni alla valigetta del trapano, che così ha fatto da ritentore, poi ho messo una listellina di Ramin in cima a simulare il piano e su questa la bolla: andava bene perché quel po' di fuori bolla corrispondeva al Seconda prova bollafuori bolla del pavimento

la seconda per provare la bolla nel senso della lunghezza: ho collegato i sostegno con una seconda listellina di Ramin, meno lunga del piano, ma sufficientemente lunga, stesso risultato di prima

Una bolla buona ti rincuora e ti ridà slancio, una bolla sbagliata ti deprime e ti fa perdere slancio, salvo riprendere la sfida qualche minuto dopo

Piano scrivania al grezzoCostruito il piano, al grezzo ancora, e i due sostegni, un po' più avanti del grezzo, passo alla costruzione di due piccoli fianchi da congiungere con una piccola "nappa" lignea, in modo da costituire un corpo utile ad evitare la caduta di oggetti dal piano, in fondo e dai due lati, e, sopra la nappa, utile anche a mettere qualche ninnolo o oggetto decorativo

Avrei potuto collegare i fianchi con le solite anime-spina, ma mi piaceva di più l'idea di collegarli con le code code di rondine, più robuste, più belle, più divertenti, anche per me, anche se decisamente più impegnative

Taglio due fianchi a trapezio rettangolo, base maggiore pari a due terzi della larghezza del piano, base minore pari alla tavoletta della nappa parallela al piano di lavoro più lo spessore della tavoletta ortogonale, 11 cm. ; li taglio da una tavola di Toulipier dello spessore di 21 mm., 10 in meno di piano e sostegni, e ciò allo scopo di snellire un po' la costruzione, oltretutto gli elementi non erano destinati a portare pesi significativi

Procedo al taglio delle code di rondine, 15 tagli per fianco, 15 ne farò anche sulle testate del piano, quindi 60 tagli in totale, con la bakuma e l'ausilio di una dima Veritas rapporto 1:8; questo rapporto, che dà una coda meno angolata della dima 1:6, va bene per i legni duri, perché la durezza compensa l'angolo; il rapporto si ottiene facendo corrispondere a 1 cm. della base 8 oppure 6 centimetri di cateto maggiore del triangolo: unendo i due punti estremi si ottiene il taglio obliquo con la caratteristica pendenzaFianco trapezoidale con code di rondine

Taglio le code con faccia interna a 90° sui fianchi in modo da ottenere dei trapezi ben visibili sulle del piano di lavoro per via del taglio traverso di troncatura delle tavole; ciò è dovuto al fatto che gli incontri a coda di rondine si ottengono accostando, nel nostro caso, le testate ai fianchi sul piano ortogonale, al filo superiore naturalmente, per poi segnare le linee di taglio con una matita ben appuntita; si usa anche cospargere la testata con pietra pomice in polvere quattro zeri per poi segnare ed ottenre così un segno ancora più netto; l'ho fatto per la Cassapanca, non l'ho fatto per la scrivania perché comunque i segni venivano bene; demolizioni delle mortase con seghetta a copiare su due curve a incrociare segnate a mano, mazzuolo e scalpello, raspa e lima; è necessario rifinire bene, provare con molta cautela per evitare che i tenoni rimangano incastrati a mezza via, tornare a rifinire in modo da avere un discreto lasco quando si incolla, ma non troppo, altrimenti le code non tengono; se sono troppo precise c'è invece il pericolo di spaccare i tenoni sui colletti quando si incolla e risulta necessario assestare qualche buon colpo di martello su un listello appoggiato alle code, e infatti ne ho rotto uno, ma ce sono altre 6 che tengono; non ho serrato del tutto per evitare di romperne altri, son rimasto fuori di 1 mm. abbondante, recuperato poi con levigatura all'esterno e riempimento all'interno

Prima di lavorare sulle code di rondine del piano, ho ulteriormente riempito gli interstizi con colla e polvere di levigatura; dopo l'inserimento dei trucioli questi si erano fatti molto più stretti, stavano venendo abbastanza bene, occorreva proseguire con la rifinitura; il giorno dopo, levigatura del piano e oliatura: capita, stando alla scrivania, di appoggiare un bicchiere con un qualche genere di liquido e di rovesciarlo sbadatamente: c'è la vernice a proteggere, ma questa potrebbe essere screpolata o incisa e il liquido potrebbe penetrare nel legno; si usava perciò nel novecento trattare il legno con olio di lino cotto: non asciuga, si assorbe, bisogna attendere con pazienza, ma è una buona protezione; una volta assorbito l'olio sono passato a segnare le code sulle testate del piano scrivania e al susseguente taglio; demolizioni come descritto; successivamente ho spizzato di circa 1 cm. lo spigolo del bordo di lavoro, ciò per togliere il fastidio che dà uno spigolo alle braccia di chi sta alla scrivania

Code di rondine del piano scrivania in lavorazionePasso quindi alle code di rondine nel piano della scrivania e per tagliarle fisso il piano al banco di lavoro con due morsetti serrati su tamponi di legno di protezione: anche se il legno è duro, la piastrina di serraggio può affondare e rovinare irreversibilmente la superificie; tagli come in precedenza, idem per le demolizioni e le rettifiche; il piano è, quasi, pronto;faccio un foro passacavi al centro del filo lontano del piano, a trapezio per richiamo delle code di rondine; un identico foro dovrò praticare sulla tavoletta ortogonale della nappa, che con i suoi 21 mm. di spessore avrebbe quasi otturato i 31 del foro del piano; altra passatina di polvere di levigatura a chiudere con pazienza gli interstizi di giunzione delle tavole

Riprendo in mano i sostegni e procedo all'escavo delle fessure per collegare le anime-spina al piano, che avevo già preparate

Alla tavoletta della nappa parallela al piano scrivania,nella facciata nascosta, pratico un escavo lungo 55 cm. profondo 5 mm. per creare la nicchia destinata a contenere i due bastoncini led, che totalizzano 50 cm. di lunghezza e hanno uno spessore di 7 mm. e partico due fessure per applicarvi due spine forate al centro utili a passare i cavetti che dai bastonicini led sarebbereo andati al Driver; spizzata anche la tavoletta sullo spigolo più vicino, per ingentilire e anche per richiamo alla spizzatura dello spigolo del piano scrivania prossimale all'operatore

Non gradivo una luce troppo diretta e dispersa, anche se i led avevano un angolo luce di 120°, quindi taglio un paralume,anch'esso trapezoidale, base maggiore cm. 54,3 (dovevano essere 55, ma ho smussato le punte per evitare impigli e fastidi), base minore cm. 16, lati cm. 19, verrà montata dalla parte della base minore in modo da ottenere anche un effetto di luce lievemente diffusaParalume a trapezio

Ennesima verifica degli angoli dei sotegni, più che altro per togliermi l'ansia, prima di procedere alll'incollaggio: gli angoli sono apposto

Incollaggio: incollerò a piano ribaltato, quindi il piano sotto, posto sulla pedana di lavoro carrellata con la faccia nascosta in vista e dentro le fessure collegherò le anime-spina già inserite nei sostegni; la scrivania insomma viene incollata con le gambe all'aria perché lo ritengo il modo più facile e sicuro; sequenza:colla e anime-spina nelle fessure dei sostegni, in modo da manovrare bene con le parti a becco, colla alle fessure e alle superfici corrispondenti del piano, lato nascosto, dentro con i sostegni, che ovviamente non rimangono ben ritti, applico il listello di collegamento, ma ho due mani per tenere tre elementi piuttosto lontani ta loro; allora fisso il listello di collegamento al piano con un traversino verticale mediano temporaneo e un paio di viti, fermo i sostegni con squadrette di compensato che avevo tagliato per tenere l'incollaggio della Cassapanca, collego per bene il listello mediale dei sostegni, prendo due listelle di Ramin e, sovrapponendole in parte,creo un'unica listella di cm. 121,6 e la fisso con due viti alle due estremità dei ritti, ripeto l'operazione per i due estremi dei grandi obliqui, provo le squadre, ci siamo, serro i sostegni al piano con un morsetto per traversino mediale, fatto, devo lasciare che la colla prenda: cercherò di dormirci su: la notte, oltre a portare consiglio, porta anche una buona presa della collaIncollaggio sostegni al piano scrivania

Il giorno dopo tolgo i morsetti, la colla ha preso, tiro giù la scrivania: balla troppo, quattro punti di attacco non bastano; detto fatto, taglio due listelli da affiancare alle facce interne dei sostegni, li collego al piano e, nelle estremità, ai sostegni con spinette cilindriche e colla, poi, per ulteriore rinforzo, taglio due altri listelli trapezoidali e, a loro volta a figura di trapezio, li collego al traverso mediale lungo dei sostegni e al piano scrivania; per collegarli pratico due intagli a mezza spina nel traversino mediale, che è rientrante, e due intagli a spina piena nel piano di lavoro, lato retro naturalmente; fisso con due spinette cilindriche e colla, mio pare che dovrebbe essere tutto molto solido e dò tempo alla notte di far prendere bene alla colla; rimetto la scrivania in pedana a gambe all'aria e attendo con fiducia; il giorno dopo la tiro giù, la scrivania è molto stabile ed è anche in bolla, a parte una piccola correzione da fare alla base di un listello: avrei provveduto con un feltrino

La scrivania in sè era pronta, mancavano da collegare fianchi e nappetta e da continuare a correggere le fessure delle giunzioni dei sostegni; faccio subito queste, poi mi viene in mente che non ho ancora inciso la dedica: provvedo subito, con le sgorbie da intaglio e la coloro con del mordente che avevo già pronto in unpiccolo recipiente di vetro ben chiuso; fatta la dedica passo ad incollare le due assicelle della nappetta; altra notte di attesa, il giorno dopo tolgo i morsetti, le assicelle hanno preso bene e sono a squadra, monto questo elemento a L sul piano scrivania, quindi passo ad incastrare e incollare i fianchi, devo battere parecchio perché le code di rondine sono precise, fin troppo, rompo un tenone e decido di non insistere, pareggerò con la levigatrice i denti che si sono formati tra tenoni e mortase: l'avevo fatto con la Cassapanca, lo rifarò con la scrivania; il risultato mi pare buono e gradevole; passo quindi ai riempimenti delle fessure posteriori, con le solite tecniche

Scrivania montata e incollata al grezzoE' tutto incollato oramai, a parte il paralume; prima di incollarlo fisso i due bastoncini led con piccole strisce di tessuto e colla rapida alla parte interna del tettuccio della nappetta e appena il tessuto ha preso incollo il paralume

Non resta che dare l'ultima passata di levigatrice e, negli angoli, di carta vetrata a mano; operazione per niente rapida date le molte sfaccettature dei listelli dei sostegni e la difficoltà a tirare bene gli angoli

Segue una bella pulita e rimozione della polvere, una passata di panno umido per togliere quella più ostinata e siamo pronti per la verniciatura

La sera monto la scrivania sulla pedana carrellata, stavolta nella sua normale posizione di utilizzo; la blocco con tappi di legno e chiodi, in modo che non si sposti durante la verniciaturaScrivania bloccata su pedana carrellata

Penultimo passaggio: la verniciatura

Inizio verniciatura con vernice base acquaNiente gommalacca stavolta,ma vernice da interni; ci sono prodotti nuovi rispetto alle vernici sintetiche, che sono più adatte agli esterni; scelgo quindi una vernice a base acqua, aspetto lattiginoso,effetto vellutato, trasparente perché volevo valorizzare il colore e la venatura del Toulipier; si va bene anche con i pennelli, basta lasciarli in un recipiente con dell'acqua per pulirli, niente acqua ragia, niente puzza; prima della verniciatura avevo comunque applicato una mano di antitarlo e larvicida, meglio evitare di darla in pasto ai tarli

Il legno tira molto, è secco, quindi due mani probabilmente non basteranno; procedimento solito, verniciatura con pennellessa, asciugatura di 24 ore, levigatura, nuova mano fino ad arrivare alla terza, come avevo presagito; il risultato mi è parso buono, quindi verniciatura finita

Ultimo passaggio: collegare definitivamente i led al Driver e provare la luce: molto facile (mentre era stato molto difficile far passare i cavetti tra le due spine forate perché non ci vedevo); per sfizio ho provato un filtro luce azzurro costruito con un cartoncino a finestrella nel quale avevo inserito del cellophane dipinto con un pennellino e un colore da vetro: era troppo corto, quindi l'ho lasciato come possibile opzione per gli utilizzatori se ne avessero avuto voglia

La scrivania era pronta alla consegna, mi sembrava carina, posdizianata in ambiente abitativo effettivamente faceva la sua figuraScrivania verniciata

Volumi e pesi: la scrivania ha un volume globale di cm3. 34.634 pari a m3. 0,034634 a lavoro finito, spreco inferiore alla Cassapanca, circa il 25% della cubatura di partenza, e pesa gr. 20.745 pari a kg. 20, 745, quindi è trasportabile e removibile con una certa facilità, meglio se si fa scivolare con i feltrini su un pavimento ben trattato

Come ha ipotizzato una persona di mia conoscenza, potrebbe effettivamente venire considerata uno scrittoio trasportabile, come si faceva nel '700: bello pensare al fascino del periodo e del grand tour, ma oggi si può più più agevolmente riocorrere al tablet o a un PC leggero; il tempo delle sudate lettere, della scrittura di amabili messaggi e di meravigliose fantasticherie allo scrittoio, il mento appoggiato al palmo di una mano, è passato, tuttavia uno scrittotio in legno pieno costruito a mano potrebbe evocarlo, chissà

Ringrazio chi avrà la pazienza di leggere questo articolo e spero che qualche interesse per i lavori in legno vero questo articolo desti perché il legno davvero è materiale che emoziona senza tempo

Nella Gallery trovate 259 foto della scrivaniaScrivania illuminata

Alla prossima, che potrebbe essere una porta da esterno per un locale di disbrigo in campagna